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indice articoli:
*Blue Pie Productions; *La chitarra e una sua breve presentazione; *Ferdinando Carulli, un celebre maestro della chitarra;
*Paganini il violinista virtuoso; *Fra Flamenco e canti popolari della Sardegna.; *Wolfgang Amadeus Mozart;
*Il rock e la sua storia.; *Un punto di incontro fra artisti e amanti del Jazz; *BWV, un nome particolare e un artista d'eccezione;
*Il rapporto fra danza e musica nel flamenco e non solo;



BLUE PIE PRODUCTIONS



Una nuova e fresca casa discografica dal '97.
Si presenta una nuova casa discografica che lavora in diverse parti del mondo, la Blue Pie Productions, una casa veramente interessante e che ha un buon numero di collaborazioni al suo seguito, fra i più nomi vista in questo anno e nella loro home page del sito ufficiale della azienda ci sono nomi come:
-Il fondatore della Blue Pie Productions è stato Damien Reilly, che nel 1997 decide di intraprendere la strada delle produzioni discografiche, questo sogno lo realizza con il produttore e amico Phil Munro, entrambi con il medesimo obbiettivo della discografia decidono di avere diverse collaborazioni con diverse aziende come la APRA, il THE AUSTRALIAN INSTITUTE OF EXPORT; l'AIR; l'ARIA; la PPCA; la Idyllium s.n.c e in seguito, viene ampliata con la EMI australiana e la BMG francese.
Tutto ciò porta la Blue Pie a lavorare non solo in Australia ma anche in Europa e Italia, infatti essi con la collaborazione della Idyllium decidono di lavorare con Sahra e presentarla in Italia e con il chitarrista Marco Esu, presentando un CD inedito prodotto dalla Blue PIe e Idyllium di Milano.
Il sito www.bluepie.com.au è già di perse molto attivo e presenta diverse pagine e collegamenti con emittenti radio e altri siti internazionali, tutto a vantaggio della azienda, un lavoro notevole e a voce di alcuni webmaster il sito risulta ricco e moderno, accessibile, il buon vantaggio è la possibilità di ascoltare gli MP3 di ogni artista e la possibilità di avere i CD che chiunque può avere senza uscire di casa e andare oltre mare per comprare artisti che raramente si trovano in Italia.
Diverso tempo fa abbiamo parlato di Sahra e fra un po' di tempo sarà possibile conoscere la sua musica tramite un compilation di vari gruppi prodotta dalla Idyllium, una azienda già introdotta da anni nel settore e che oltre a occuparsi del settore musicale dedicato all'uso della musica per le colonne sonore di film e trasmissioni televisive, oltre a questo presenta i lavori discografici e collabora per le presentazioni pubbliche di essi.
Fra i tanti siti presenti nelle sue collaborazioni ci sono: -www.ppca.com.au ; www.air.org.au ; www.aria.com.au ; www.aiex.com.au ; www.idyllium.it ; www.sahra.com.au ; www.marcoesu.com ; www.radiosardinia190.it ; il sito della testata giornalistica www.capitanata.it; www.cdstreet.com ; www.mp3.com.au/ ; www.caitlinreilly.com ; www.resonator.net.au ; www.slimeythings.com ; www.soutnpawmuzik.com ; www.outpsider.com ; www.tastebudsrecords.com ; ecc... ecc...
A vedere tutto ciò si direbbe che come presentazione non c'è male, noi abbiamo già presentato l'artista "Sahra" e con una buona esclusiva dal momento che in Italia non è ancora nota, speriamo infatti di portare nuovi nomi nei nostri articoli anche per dare a tutti un modo per conoscere delle realtà musical nuove e tutte da conoscere,ciò che di buono ha la Blue Pie è la sua capacità di introdursi nel mercato di nazioni come gli U.S.A. o l'U.K. compreso il Canada e la Nuova Zelanda, l'Italia è già una delle sue buone future presenze e avendo avuto modo di conoscere Damien Reilly (direttore della Blue Pie Productions) il suo modo di porsi nei confronti del lavoro è buono dando modo agli artisti di essere presentati in un buon numero di nazioni.
Una artista che vien fuori e che in futuro sarà gradita la sua presenza fra i nostri articoli è Janice Marie, il suo sito è www.janice-marie.com ed curiosando fra le sue pubblicazioni discografiche abbiamo potuto godere della presenza dei suoi lavori discografici dalla fine degli anni 70 ad oggi, una decina di dischi e tante collaborazioni con artisti di tanti paesi, il suo aspetto è molto particolare e trasmette molte emozioni la sua piacevole immagine e particolare sensualità, infatti nella sua home page salta si vede una bellissima immagine mentre suona il basso elettrico, è già un piacere vederla impugnare il suo strumento e suonare la sua musica.
Autore: Marco Esu
pubblicato da www.capitanata.it (2004)


La chitarra e una sua breve presentazione


La chitarra ed i suoi Maestri.
Sono tanti i nomi che si potrebbero fare per tutto ciò che riguarda gli studi per chitarra, sono tanti i Maestri che hanno dato vita ad un repertorio che oggi ha una innumerevole quantità di composizioni per musicali.
Diverse, anche nella costruzione della chitarra c'è una vera e propria scuola di artigiani che tramandano di padre in figlio questa favolosa arte, la liuteria è sempre un passo importante per gli artisti e la comodità di uno strumento è fondamentale per dare la possibilità agli artisti di suonare ogni tipo di tecnica applicata ai brani musicali da eseguire.
Infatti, questo strumento ha tantissime varianti estetiche e prende nomi diversi come:
-chitarra classica; chitarra elettrica; chitarra folk; chitarra semiacustica; chitarra acustica...
Ogni strumento varia come sonorità, sia che abbia gli stessi legni e sia che abbia altri legni, ciò che crea un timbro allo strumento è l'insieme dei materiali usati, compresa la verniciatura, che in base allo spessore che viene usato da più o meno rigidità al materiale che vibra durante la semplice azione del suonare una corda; ma un lavoro ancor più importante è la selezione dei legni, quindi la scelta dei legni ben stagionati e senza fratture, che potrebbero causare vibrazioni indesiderate e fastidiose durante l'esecuzione dei brani.

Ogni parte dello strumento aiuta a dare un'anima al suono, questo è ciò che dovrebbe sempre mettere in conto un buon liutaio, cercando di non tralasciare nessun particolare, sia costruttivo che estetico, infatti questo viene meno nella costruzione in catena di montaggio, dove viene a mancare la genialità della mano umana e la fantasia di creare un pezzo unico, ciò causa anche un maggior valore economico e non solo allo strumento, così chi ha una buona chitarra costruita da un liutaio che lavora come si deve, allora avrà usa chitarra che avrà un valore economico legato sia al nome della liuteria, sia un buon valore artistico e la soddisfazione di avere fra le mani un'opera d'arte.
Fra i tanti Maestri che hanno dato vita a questa cultura e ad esempio per la chitarra classica, possiamo nominare alcuni dei più noti artisti che hanno reso possibile tutto questo grazie alla scrittura musicale e non solo:
-Mauro Giuliani ad esempio fu un grande chitarrista e scrisse metodi che vengono usati ancora oggi, sia per lo studio delle scale e sia per gli arpeggi, abbellimenti e opere; Fernando Sor fu un buon chitarrista e scrisse dei brani molto piacevoli e da un punto di vista strumentale molto indipendenti, dal buon gusto melodico e con la presenza di opere impostate per no studio progressivo della tecnica; Ferdinando Carulli fu un buon maestro che seppe riportare le tecniche di un epoca nei metodi e nelle opere; Niccolò Paganini fu un grande scrittore e suonatore di violino e oltre a questo dedicò dieci anni di vita alla chitarra, creando un buon numero di opere favolose e molto interessanti da un punto di vista melodico; Villa Lobos scrisse delle opere veramente belle per questo strumento e oltre a questo la sua vita fu molto interessante e particolare; Andrés Segovia divenne celebre per le sue interpretazioni e arrangiamenti; Leo Brower scrisse diversi studi per chitarra e opere particolari; Jorge Cardoso è uno dei chitarristi classici che ora ha molta importanza come Maestro e come compositore; Paco de Lucia che ancora oggi è uno dei più grandi chitarristi di flamenco, ecc... ecc...-
Questa è solo una parte dei nomi che si possono citare per ciò che riguarda a cultura della musica per chitarra classica, oltre a questo noi potremo anche parlare della chitarra elettrica, uno strumento dell'era moderna e che è presente da moltissimi anni nella nostra vita musicale, ciò che rende affascinate questo strumento è la rapidità con la quale i chitarristi hanno creato opere e brani dedicati a essa, si potrebbe dire che questo strumento abbia cominciato ad avere la sua importanza fra il 1950 e il 1970, in seguito dopo le varie sperimentazioni musicali di questi anni, con Jimi Hendrix, i Led Zeppelin, Elvis, i the Doors e tanti altri artisti che hanno dato molta importanza a questo strumento, come anche il grande chitarrista blues B.B. King o tanti nuovi autori moderni che per varie ragioni non nominiamo, tutti questi artisti hanno portato ai giorni nostri la cultura musicale per chitarra che oggi giorno possiamo ascoltare su CD e vecchi 33 giri, mp3, nastri magnetici, videocassette e tutto ciò che si può usare per la diffusione sonora della musica.
Autore: Marco Esu
pubblicato da www.capitanata.it (2004)


Ferdinando Carulli, un celebre maestro della chitarra.


Un metodo per chitarra ancora in uso.
La didattica musicale è un passo importante per l'evoluzione di questa forma d'arte e parlando di uno dei compositori che hanno dato luce a dei nuovi testi e metodi, ebbene il Ferdinando Carulli (1770-1841) è un nome importante per l'evoluzione della tecnica chitarristica.
Abbiamo preso in esame un suo testo, che ancora oggi viene pubblicato e da titolo "Metodo completo per lo studio della chitarra", un volume unico che spiega come imparare a suonare la chitarra dalle basi, considerando bene di non dimenticare un utile illustrazione con al fianco un pentagramma nel quale è possibile avere davanti a se tutte le note presenti in questo strumento e le corrispondenti note sul pentagramma.
Fra le pubblicazioni presenti nel mercato si possono anche trovare dei preludi e delle sonate e piccoli brani; ma per questo articolo abbiamo deciso di parlare di come è strutturato questo metodo per chitarra classica.
Carulli fu un celebre virtuoso nato a Napoli e figlio di uno stimato letterato, i suoi primi passi nel suonare furono con il violoncello, uno strumento che in seguito mise da parte per dedicarsi interamente alla chitarra, uno dei motivi per i quali egli riuscì ad avere una tecnica particolare, fu anche il fatto che nella sua città non erano presenti insegnanti che potessero insegnargli ciò che poi ha creò ed ha creato Carulli, pare infatti che scrivesse tutti gli esercizi per sviluppare al meglio la tecnica e valutando le diteggiature per ogni parte.
Infatti, leggendo il metodo da lui scritto, una delle parti più importanti è la pignoleria nello scrivere ogni minimo particolare che riguarda l'uso delle dita sulla tastiera di questo strumento e soprattutto per l'uso della mano destra, fondamentale per poter arpeggiare e suonare a più voci separando bene le note gravi da quelle più alte, avendo così tutte le parti musicali scritte in tale metodo indipendenti da altri strumenti d'accompagnamento.
Possiamo dire che partendo dalla parte fondamentale per ogni musicista, che in teoria dovrebbe imparare ad accordare il suo strumento, anche se è sempre meglio avere un buon maestro che sappia come insegnare il suono in tutte le sue forme all'allievo; la prima parte di questo metodo, saltando le prime pagine del testo, risulta dedicata all'accordatura, ai primi arpeggi con le corde suonate senza premere alcun tasto e alla spiegazione dei nomi da dare a ogni dito da usare, ai tasti con i riferimenti con i numeri romani e sia alle indicazioni per l'uso del barré (che è una tecnica molto importante per poter suonare la chitarra classica).
Nella maggior parte dei brani studio presenti nel testo, il Carulli scrive chiaramente il carattere del brano, sia con l'indicazione "allegro" o "moderato", o "andante" e sia con la presenza di piccoli Valzer con variazioni del tema; ma ancor più importante e ciò che aiuta veramente a rendere consapevole l'allievo di ciò che sta studiando o esaminando, questo è l'analisi ben presente di alcune tonalità nella loro utilizzazione pratica, partendo da quelle più semplici, specificandone la scala e le impostazioni da usare per rendere tutto il lavoro più semplice e chiaro.
Nella seconda parte del testo possiamo veramente confermare l'utilità, come ben sanno tutti i musicisti o amanti della musica, imparare a suonare richiede tanto impegno e non solo, dopo la più scontata considerazione che per suonare si deve per forza avere il dono per questa magnifica Arte, anche chi ha questo dono deve conoscere dei passi importanti per poter curare la bellezza delle note, infatti in musica esistono gli "abbellimenti", per spiegare in breve a chi non ha idea di cosa si tratta, gli abbellimenti musicali danno ad una semplice melodia o frase musicale la possibilità di diventare una frase ricca, così da non risultare non statica o priva d'espressione.
Alcuni esempi dei nomi che differenziano gli abbellimenti sono:
-l'appoggiatura; l'acciaccatura; il mordente; il gruppetto; il trillo; ecc... ecc...
Per ogni parte scritta si ha sempre la relativa spiegazione dell'esecuzione; il Carulli non dimentica neanche gli "armonici", dando modo di far ben comprendere la sua genialità tecnica applicata allo strumento, oltre a tali armonici e dopo una bellissima parte dedicata alle composizioni per due chitarre, la chiusura del testo presenta un'opera per chitarra complessa e al tempo stesso piacevole.
Ancora oggi godiamo di tali innovazioni tecniche e ogni artista ci porta a conoscere delle tecniche e non solo il vedere la musica da questo punto di vista; ma ogni artista porta nelle sue note i sentimenti che poi danno la magia alla musica.
Autore: Marco Esu
pubblicato da www.capitanata.it (2004)


Paganini il violinista virtuoso


Tanti sono i motivi per non dimenticare le opere di N. Paganini (nato a Genova il 27 ottobre 1782) e l'importanza che ebbe il suo modo di portare ai massimi livelli le tecniche applicate al violino, rendendolo l'eccezione, il suo talento è stato ed è tuttora fonte di ispirazione per tantissimi artisti, senza dimenticare l'importanza degli interpreti che continuano a fare in modo che chiunque ama questa musica la possa ascoltare, possiamo infatti confermarne la bellezza.
Egli iniziò la carriera concertistica a sedici anni e leggendo alcuni testi si dice che fosse autodidatta; ma in altri pare anche che il padre fosse un suonatore di mandolino e che lo mandò a studiare da alcuni violinisti di Genova.
Tante sono le opere che ancora oggi vengono suonate da vari interpreti, ad esempio i 24 Capricci, una serie di composizioni che oltre alla bellezza musicale a noi regalano un nuovo modo di suonare e soprattutto regalano l'indipendenza a questo strumento con dei brani per solo violino, con moltissime parti a più voci, con accordi arpeggiati con l'archetto, fra le scale rapide e salti di corde, questi brani mettono a dura prova le capacità dei violinisti e ancor più complesso è darne l'espressione considerandone la loro difficoltà.
Paganini rientra fra i più celebri e noti compositori, come ad esempio Johann Sebastian Bach o il Mozart; tutti validi e geniali, tuttora portiamo nella nostra musica il frutto del loro lavoro, anche se, come succede ad i tanti artisti, anche essi scatenavano curiosità e fantasie da parte del popolo, del Paganini si diceva che fosse vicino alla magia e come citano certi libri, in essi si parla anche del diavolo.
Al tempo il virtuosismo di questo violinista era veramente fuori dal normale, non che ancor oggi lo sia; ma il fatto che ci siano interpreti che amano e fortunatamente che mantengono il buon nome dell'artista vivo grazie al faticoso studio di queste opere da parte degli interpreti, ancora oggi possiamo godere di questo tesoro culturale e artistico Italiano.
Sempre per violino egli scrisse e suonò opere come il "Concerto in RE minore per violino e orchestra" diviso in tre parti:
-la prima è "l'Allegro maestoso"; la seconda è "l'Adagio" ; la terza il "Rondò".
Una trilogia "se cosi la si vuol chiamare" che lascia con il fiato sospeso e regala emozioni forti dalla prima all'ultima nota dell'opera.
Oltre allo studio del violino, egli dedico dieci anni alla chitarra, scrivendo un centinaio di opere, tutte varie, se parliamo ad esempio dei 43 Ghiribizzi, possiamo dire che siano uno più bello dell'altro e ci si rende conto della maestosità e bellezza di queste composizioni, la presenza di varie tonalità rende l'opera ancor più piacevole; sia per chi ascolta e sia per chi esegue.
Altre opere importanti per chitarra, ad esempio sono i 26 studi, la perla in questa opera è la “Sinfonia della Lodovisca", un brano allegro che presenta dei passaggi d'accordi e scale con variazioni nelle frasi che non la rendono ripetitiva, sono piacevoli anche i brani in DO maggiore che in quest'opera sono ben presenti.
Questa è la dimostrazione del talento di Paganini e considerando che si dice che egli non ripetesse ciò che suonasse, è noto che l'improvvisazione era presente nei suoi concerti, una cosa rara nella musica classica e sempre parlando di improvvisazione, possiamo affermare che richiede uno studio molto particolare da un lato tecnico, che porta il musicista a dover conoscere alla perfezione il suo strumento e la musica da un lato teorico e pratico, oltre a questo c'è da sottolineare la difficoltà di interpretare una musica che nasce in un istante, quasi una magia musicale che si esegue una volta e poi ne rimane solo il ricordo.
La sua vita si spense il nel maggio del 1840, regalando al mondo una infinità di Opere fondamentali per la nostra cultura artistica.
Autore: Marco Esu
pubblicato da www.capitanata.it (2004)


Fra Flamenco e canti popolari della Sardegna.


Come in tutte le musiche popolari, anche quella Sarda porta con se le tante influenze avute da visitatori e colonizzatori di continenti e isole, per chi ha ascoltato il Flamenco e ne conosce le varie forme da quelle della Andalusia a quelle delle regioni del nord della Spagna, si potranno di certo notare le similitudini che accomunano le melodie e intenzioni musicali del Flamenco con le melodie dei canti e balli del sud Sardegna.
Primo strumento in comune è indubbiamente la chitarra, che mentre gli spagnoli regnano di grande virtuosismo negli arpeggi e fama nel mondo, la chitarra sarda vede la presenza dell’uso del plettro per pizzicare le corde di essa; esaminando le strutture armoniche fra canto e chitarra, troviamo le melodie di tante e tante composizioni spagnole, se pur non perfettamente uguali da un punto di vista ritmico, lo è di gran lunga più evidente nell’uso di scale ed accordi.
Tante sono le forme che si trovano nei diversi punti dell’isola e della nazione, infatti per molti aspetti la cultura sarda ha mantenuto una lingua popolare che si lega molto più alla Spagna che al nostro stivale (l’Italia, che porta con se una cultura differente per molti aspetti); ma che si può ugualmente affermare che essa è ricca di sfumature e stili musicali, dalla musica Classica a quella Napoletana, dalle fisarmoniche “che in seguito hanno cambiato la cultura sarda”.
Infatti, proprio grazie alla fisarmonica i balli Sardi crescono in ricchezza e non che non fossero già ricchi di abbellimenti con l’uso dell’organetto diatonico, ma con la fisarmonica è maturata l’armonizzazione di essa, con la presenza di molti accordi e bordoni che prima risultavano troppo complessi per un organetto.
I ritmi ternari sono quelli che fanno si che le melodie abbiano delle strutture simili a quelle del Flamenco, anche se a livello chitarristico si sente una grossa rivalità fra i due stili, per la presenza di virtuosismi e per tradizione sarda, i chitarristi portano ancora la sfida e gara suonando il loro strumento, che dona lustro ad i vari vincitori delle gare musicali ce spesso si tengono nell’isola.
Un’altro punto d’incontro fra questi due stili e non solo di essi; …ad esempio il Blues, come anche il Jazz portano sempre avanti la presenza di parti improvvisate, spesso sopra delle basi studiate precedentemente e altre interamente create sul momento; quasi una piccola e grande magia della musica, che aiuta spesso a regalare al pubblico quel fascino del non sapere cosa succederà dopo il primo accordo.
Il calore di tali musiche porta l’interesse dell’ascoltatore a capirne il significato e la storia di esse, partendo dal costume ricco di gioielli e colori, al canto cosi diverso delle altre culture, le donne infatti danno ad i canti sardi e a quelli spagnoli, l’eleganza e la sensualità di canti vecchi, oramai è quasi impossibile risalire all’autore, tramandando così di padre in figlio e madre e figlia le melodie e parole, sempre senza scrivere una nota e custodendo con pignoleria la legge della tradizione.
Tuttora i colori dettati dalla musica popolare rimangono presenti nella vita quotidiana dell’isola, da non dimenticare l’uso nella musica di strumenti antichi e poveri come il flauto in canna, le launeddas che vengono suonate con una tecnica di respirazione continua molto complessa, i canti di gruppo privi di accompagnamenti da parte di strumenti, uno stile che grazie ad i pastori è ancora in vita e che a parte loro, raramente si può trovare chi sappia cantare la musica popolare nello stesso modo.
Anche se in tutto il mondo la musica matura ed entra sempre più nelle sonorità elettroniche, le due amiche e rivale musiche popolari sopra citate sembrano quasi indifferenti a tale progresso, un bene culturale da non estinguere.
autore: Marco Esu
pubblicato da www.capitanata.it (2004)


Wolfgang Amadeus Mozart.


Un prodigio e genio della musica.
Mozart nacque nel 1756 a Salisburgo ed è noto che egli era molto precoce nell'apprendimento, al punto di riuscire a suonare i suoi concerti dalla sua infanzia, già all'età di sei anni egli scrisse un minuetto e suonava il clavicembalo; però, per lui fu un calvario il fatto che essendo un enfant prodige doveva sostenere sforzi eccessivi, la causa era dovuta a vari e tanti spostamenti che doveva fare per le sue esibizioni nelle corti e teatri, così suonò in tutta l'Europa come clavicembalista.
A Vienna suonò alla presenza delle maestà imperiali, poi a Francoforte, a Colonia e trionfando in tutta l'Europa, compresa Parigi (che da sempre è una metropoli che mantiene la sua importanza).
Una particolarità di Mozart era anche l'intelligenza musicale e una memoria perfetta, al punto che egli riuscì a trascrivere il Miserere di G. Allegri, poi, in seguito, in Italia conobbe G.B. Sammartini e N. Puccini.
Come si può notare, egli ebbe già da giovane la sua più che meritata riconoscenza per il suo talento innato, a dimostrazione lo sono le tante opere che egli scrisse sia per solisti che per orchestra.
Un esempio che potrebbe dare anche una buona dimostrazione della bellezza sia nelle melodie e sia nella struttura di un'opera storica e ormai conosciuta in tutto il globo, essa è la "Piccola serenata notturna in SOL maggiore", un regalo alla musica e scritta in quattro parti fondamentali:
-L'allegro, che è ricco di armonie e scambi di frasi e parti all'unisono che danno forza al brano; la Romanza Andante, una dolce melodia romantica e serena, come fosse un inno all'amore e alla sensibilità umana; il Minuetto Allegro, all'ascolto dona la giusta sensazione di una tipica danza settecentesca, ben ritmata e piacevole; per poi chiudere l'opera con il Rondò, una chiusura d'opera veramente favolosa.
La vita di Mozart fu faticosa e non sempre facile, tanti compositori hanno avuto lo stesso problema, sia per la differenza con il resto degli artisti e sia con le persone che non operano nell'arte e soprattutto nella musica, innegabile è la complessità della composizione musicale ed è noto che per poter scrivere musica per tanti strumenti è necessario lo studio sia pratico che teorico, in ogni opera si nota la perfetta armonia fra tutti gli strumenti e ogni nota è intonata.
Molto bella per chi ama la musica Classica pura è la Sinfonia n. 41 in Do maggiore, anche essa composta da quattro parti fondamentali, in ogni opera si nota una struttura e genialità, un talento che pochi compositori hanno avuto in seguito, se solo si pensa a tutte le opere da lui scritte di certo non si può paragonare ad una piccola canzone scritta ai giorni nostri, ciò che dona luce al nome di Mozart è sia la serenità delle sue opere e compreso il fatto che molti compositori hanno avuto solo la minima parte della fantasia musicale che egli ha donato, a differenza, lui diede la sua vita alla musica, un sacrificio e impegno che pochi esseri umani sanno dare, per questo e altri motivi il suo genio deve essere valorizzato e non dimenticato nei secoli.
Tutto il lavoro che si doveva fare per scrivere un'opera e senza avere nessun apparecchio moderno di registrazione e scrittura midi, tutto ciò rende questi compositori veramente Grandi, ogni nota viene dalla propria anima e la musica non la si poteva di certo ascoltare in radio o televisione, oggi abbiamo il vantaggio di poter ascoltare musica quando vogliamo e questo è un vantaggio per tutti coloro che vogliono imparare la musica; ma è pur vero che sono poche le persone che hanno la fortuna di avere la musica in casa già in tenera età e avere oltre a questo la pazienza e la capacità di comporre un brano musicale, "ma non una piccola canzone, ma una vera e propria opera".
Altre opere che egli scrisse furono il concerto per pianoforte in do maggiore, poi il Concerto per corno n.1 in re maggiore e una innumerevole serie di varie e importanti opere per orchestra, egli oltre alla musica ebbe molti amori e si sposò fino a vedere la sua vita spegnersi in una età ancor giovane, a soli 35 anni e esattamente nel 1791, pur avendo vissuto solo trentacinque anni della sua vita egli ha potuto portare a noi la sua creatività artistica di immenso valore.
autore: Marco Esu
pubblicato da www.capitanata.it (2004)


Il rock e la sua storia.


pubblicato da www.capitanata.it
Autore: Marco Esu
anno: 2003
Parliamo di Rock, uno stile musicale ormai presente nelle nostre case e radio da più di mezzo secolo, a smentita dei tanti musicologi che vedevano il Rock una semplice musica di tendenza sempre pronta a morire e svanire.
Senza ombra di dubbio questa tesi è stata eliminata dai tanti gruppi emergenti e non presenti in tutto il mondo, che continuano a portare il loro modo di vedere la musica.
Si parte da stili come il Blues con artisti come B. B. King, un artista ancora presente nella scena musicale, sia da un punto di vista discografico che da quello scenico, suonando ancora le sue belle note blues che sembrano prive di tempo, un Re di uno stile che ha dato vita al Rock & Roll.
Difatti, il Rock & Roll vede come maggior esponente il grande Elvis, stimato da tanti artisti e appassionati di questo stile, vero e proprio capostipite. Tuttora con difficoltà si riesce a trovare un cantante e compositore di pari livello, sia da un punto di vista puramente musicale che da quello della presenza scenica. Un creativo che scriveva dalle ballate alla musica da ascolto, da brani per orchestra presenti nei suoi LP a brani per formazioni come trio o quartetto. 'Fever' è uno dei tanti brani che ci dimostrano la capacità di un artista di dare con poche note e una voce divina l'atmosfera ed equilibrio utile per scrivere una composizione storica.
Si parla degli anni '50 e '60, un periodo che pare aver dato vita a tantissimi gruppi e anche in Italia vediamo tanti artisti interessati a questo stile. Benché qui la musica è sempre stata molto più melodica e priva di scale e sonorità Blues, il Rock porta nel suo stile le nostre e altre melodie, da ricordare che come in tutti gli stili musicali c'è sempre il buono e il cattivo, anche in questo stile c'è musica e musica.
Il repertorio diventa sempre più vasto al punto che è difficile contare i brani e gruppi che fan parte di questa famiglia musicale. Andando un po' avanti si presentano gruppi come Beatles e Rolling Stones, due band rivali in tutti i sensi, sia da un punto di vista di pubblico, che vedeva fans dei melodici Beatles e fans dei più scatenati Stones in discussione, che di melodia con i secondi che danno un tocco di scandalo e aggressività musicale che si faceva sentire e si sente ancora nei loro lavori ed i primi situati in una scena musicale inglese viva e ancor presente da non buttare via e che vede ancora tanti nostalgici ed appassionati nuovi e vecchi.
Bastano pochi anni e dopo il '68 e con la rivoluzione pacifista, le grandi manifestazioni e nuove ideologie, il Rock cambia ulteriormente con gruppi come i Deep Purple ed i Led Zeppelin, due nomi destinati a segnare e consacrare il nuovo Rock, dando una tecnica e nuova e importanza a questo stile più che degno di ascolto e lusinghe. Insieme ad essi vediamo nascere una band che porta atmosfere nuove e contagia con il loro stupendo modo di suonare e comporre i tanti gruppi: i Pink Floyd.
Formidabili e geniali, passavano da brani stupendi con chitarre acustiche, a brani veramente Rock e doc. Nello stesso periodo vien fuori un genio della chitarra e della composizione, sia per i tanti nuovi suoni che ha regalato alla musica e che i tanti chitarristi usano ancora senza capire come abbia fatto: -Jimi Hendrix. Di lui ciò che sbalordisce è la capacità di usare bene negli LP l'uso dell'effetto stereo, che proprio in questi anni cambia il modo di ascoltare la musica, considerando che in precedenza i dischi avevano registrazioni mono (cioè, tutti i suoni in un canale audio). Con le registrazioni in stereo abbiamo la presenza di una ulteriore scuola del suono, che mette da parte tutti i vecchi sistemi di lavoro grazie alla tecnologia (ma si ha ancora tanto da lavorare e da crescere).
Con questi sistemi audio gli artisti ora e allora hanno avuto modo di mettere da parte il lavoro che prima potevano fare le orchestre ma con un pizzico di magia e follia buona. Si possono, così, avere suoni ed atmosfere che non erano presenti prima nella musica.
Un'altra band che mostra virtuosismo in tutti i sensi sono i Doors, quattro ragazzi ostacolati, una delle band non presenti al festival di Woodstok, ma nettamente superiori ad i gruppi del tempo per ciò che riguarda la tecnica. Un gruppo futurista che passava dal Rock al Jazz, senza dimenticare l'importanza dei testi di Jim Morrison, un poeta e artista privo di rivali.
È difficile scrivere in breve tutto ciò che fa parte della storia di questo stile musicale, che vede presenti tanti nomi. È fondamentale la presenza dell'elettronica e del lavoro svolto dai tanti tecnici che oltre a lavorare come ideatori di suoni e nuove strumentazioni, collaborano con artisti per dare loro i suoni richiesti, cosa non facile. Lo stesso lavoro che in precedenza facevano i liutai per musicisti di fama e non.
Altri gruppi che i seguito hanno portato al successo il Rock sono gli Iron Maiden, i Motley Crue e i conosciuti Kiss, tutti gruppi degni di considerazione.
Arrivando in breve ai giorni nostri i Metallica, Megadeth, Helloween, Korn, Pantera e tantissimi nuovi gruppi che alimentano la voglia di Rock.


Un punto di incontro fra artisti e amanti del Jazz


pubblicato da www.capitanata.it
Autore Marco Esu
anno 2003/4
Perché parlare di 'Jazzitalia'?
Grazie alla nuova era e all'uso dell'informatica, soprattutto a Internet come mezzo di comunicazione e quindi anche di informazione, abbiamo trovato molto interessante e culturale il sito di Jazzitalia (www.jazzitalia.net) e dopo aver chiesto diverse informazioni a colui che lo ha ideato (Marco Losavio), questa volta possiamo conoscere un buon aspetto culturale della musica.
Il sito nasce nel giugno del 2000 ed è completamente dedicato al Jazz e a tutto ciò che lo riguarda, quindi offre la possibilità a tutti coloro che lavorano in questo settore di conoscersi tramite il web. Con questo intendiamo affermare che è possibile trovare artisti già conosciuti e altri che lo saranno, dando modo di avere tutti i recapiti di musicisti, delle case discografiche, dei produttori, giornalisti, senza dimenticare la presentazione degli strumenti.
Un lato ancor più interessante per chi suona è la presenza di lezioni di musica per vari strumenti e di armonia (materia fondamentale per chi decide di intraprendere la strada del Jazz e dell'improvvisazione). Certo, è sempre meglio avere un insegnante che spieghi ogni minimo aspetto della teoria e pratica musicale; ma è sempre vero che anche l'informazione e i consigli di altri musicisti possono dare ciò che spesso non ha il proprio insegnante: ogni lezione ha qualcosa da insegnare ed è istruttivo poter avere a portata di mano tante informazioni utili.
Un'altra parte interessante è la presenza degli indirizzi ai quali ci si può rivolgere per studiare e anche per sapere in quali negozi di strumenti musicali si possano acquistare determinate strumentazioni.
Altri punti importanti per gli amanti del Jazz sono le informazioni dei locali e sale dove si eseguono i concerti, così da poter avere circa 4500 eventi presenti nel sito, una vera banca dati da non mettere da una parte e da considerare con attenzione.
Il lato più importante per gli artisti è la presenza di circa 500 pagine web dove sono presenti artisti di professione, ognuno con la sua pagina caratterizzata da presentazione artistica e foto, comprese le curiosità. Quindi, anche per chi volesse venire a conoscenza di come si evolve in Italia la cultura del Jazz, con questo sito è possibile conoscere artisti che purtroppo non sono presenti nelle radio o nelle Tv. Jazzitalia offre anche delle buone informazioni tramite gli articoli e la presenza dei Big del Jazz.
Oltre questa già più che buona presentazione, la collaborazione ha gli orizzonti vasti, infatti collabora con la IAJE (Inernational Association for Jazz Education), una delle più importanti associazioni internazionali dedicata a questa favolosa musica. Grazie a questa collaborazione quest'anno a parte il fatto di avere l'esclusiva con questa associazione, si vedono presenti a New York con i propri inviati all'Annual Conference.
Da considerare, infine, i tanti visitatori e gli iscritti alle mailing list e alla newsletter, con la presenza di artisti di tutto il mondo, sempre con articoli e quadri, foto e recensioni, comprese le collaborazioni con altri portali e siti del settore musicale Italiano e non.
Possiamo dire che il Jazz offre ai tanti artisti in questi ultimi anni la possibilità di vedere la musica in modo libero da schemi, questo per la presenza del free o altre forme di questa musica, che vede il Jazz-Rock più o meno aggressivo e l'Etno-Jazz con i suoni delle varie culture etniche, non dimenticando i tanti pianisti che hanno dato vita ad uno stile romantico quanto la musica Classica al più alto livello e con nomi come Keith Jarrett...se parliamo dei chitarristi, anche qui ci sono tanti nomi che possono far parte di questa forma musicale che nasce dal Blues e dal Jazz & Blues.
Potremmo fare dei nomi che hanno reso celebre e ormai leggendaria questa musica, da Miles Davis che con la sua tromba improvvisava divinamente e dalle innate capacità compositive, ad artisti come John Scofield che porta ancora in giro per il mondo il suo personalissimo modo di suonare la chitarra. Potremo nominare Pat Metheny che presenta concerti dalle mille sfaccettature senza dimenticare nomi come Charlie Parker e John Coltrane, il più celebre chitarrista del vecchio Jazz che fu Django Reinhardt o Louis Armstrong o Vaughan, ecc... ecc...
Possiamo, comunque, dire che il Jazz, malgrado abbia sempre delle grosse difficoltà a essere inserito fra i mezzi di comunicazione di massa come le televisioni, non smette di essere vivo e presente nella nostra cultura. Quanto il Rock, che per anni sembrava fosse un'opera demoniaca e invece è semplicemente della musica di tutto rispetto, anche il Jazz, che proviene da quei vecchi canti che venivano fatti nei campi di cotone dagli schiavi, è senza dubbio di pari livello alla musica Classica, sia dal punto di vista della tecnica che espressivo.


BWV, un nome particolare e un artista d'eccezione.


Johann Sebastian Bach.
Per quale motivo parliamo di "Johann Sebastian Bach" a distanza di tanti anni dalla sua morte?
Un buon motivo è quello dell'importanza che egli come compositore ha avuto nella storia della musica, se consideriamo la più conosciuta "toccata e fuga in re minore" di certo non si può negare l'incommensurabile talento ed il suo genio, se poi lo paragoniamo questa sua genialità al livello artistico del periodo in cui è vissuto, lo si potrebbe paragonare alla genialità artistica di "Leonardo da Vinci".
Egli nacque a "Eisenach" il 21 Marzo 1685, si dice che la sua vita non fu avventurosa, ma bensì laboriosa dal punto di vista artistico, soprattutto per il suo talento nel suonare e nel scrivere musica per "organo", dando dimostrazione del suo talento in vari concerti; ma egli fu anche maestro a "Weimar" e questo nel 1703 e fu anche organista nella stessa città di "Arnstad", in seguito egli insegnò anche a "Lipsia" e suonò nelle varie corti dell'epoca.
Tuttora i brani di questo notevole artista vengono presi in considerazione da tanti artisti ed interpreti, sia per il fatto che la bellezza delle sue opere risulta molto melodica e piacevole, sai per il fatto che egli riuscisse nello stesso monento a conciliare bene il canto delle melodie con quello delle frasi virtuose presenti nelle varie composizioni musicali.
Un esempio di alcune opere che in seguito sono state trascritte per chitarra senza perdere la loro bellezza, sono:
-il preludio in Re minore, il preludio n° 1, un favoloso minuetto in la maggiore (anh.114) e tante altre opere che gli artisti hanno deciso di trascrivere per diversi strumenti.
Ascoltando delle opere come la Passacaglia e Fuga in do minore, si nota che le opere hanno una loro solidità, prendono forma in parti che durano sette e otto minuti, con tutte le diverse atmosfere che l'organo riesce a creare, sempre e solo per mano umana, la religiosità di questo artista si nota già dalla innumerevole creazione di musiche religiose, anche se egli scrisse delle composizioni più profane (concerti brandeburghesi, concerti per violino e clavicembalo); ma pur sempre bella è la Pastorale in Fa maggiore, divisa in quattro parti fondamentali:
-la Pastorale; l'allegro; l'adagio; l'allegro vivace.
Non inosservabile la resa sonora delle melodie come ad esempio la Toccata e Fuga in re minore, un'opera che regala brividi ed emozioni particolarmente interessanti a chi presta attenzione ascoltando ogni nota e lasciandosi trascinare dalle note di una così armoniosa opera, la Fuga rende il tutto più sublime e delizioso, nel silenzio scorge una maestosità di canti e frasi in botta e risposta che danno veramente l'impressione che si stia ascoltando un'orchestra diretta e suonata da una sola persona.
Una vera dimostrazione di genialità e non monotonia, un regalo alla musica ed a chiunque ama la musica, considerando la non semplice esecuzione e la difficoltà di questo strumento, il quale vede coinvolto l'interprete completamente nel suonare l'opera, sia con l'uso delle mani e sia dei piedi, per i pedali dei bassi e dell'anima dell'artista interprete.
Sicuramente non sapremo mai o quasi mai se queste opere che noi ascoltiamo sono state realmente suonate nel modo identico a quello che ci viene presentato nei CD o in vari concerti, ma è pur vero che la scrittura musicale e soprattutto nella musica classica non tralascia niente, gli autori o compositori scrivevano ogni minima frase (che in musica significa melodia), un lavoro oltre che fisicamente laborioso per l'interpretazione e sia per lo scrivere la musica in ogni sua più piccola sfumatura, senza dimenticare abbellimenti e dinamiche fondamentali per l'espressione di una interpretazione di una opera musicale.
Le cantate furono molto presenti nel suo repertorio e pare che egli ne scrisse circa 265, le quali spesso gli venivano commissionate in brevi periodi di tempo, secondo ciò che dicono i testi, egli fu molto devoto a Dio, danodo molta importanza alla religione, tanto che scrisse diverse opere appositamente per le messe, questa vicinanza a Dio per lui era un motivo e un senso per la vita stessa, un'opera che dimostra la sua fede fu l'Oratorio di Natale", la "Messa in Si minore" e ad esempio la passione secondo S. Giovanni.
Anche se possiamo notare la vicinanza a Dio in questo periodo e oltre a questo, l'arte veniva commissionata direttamente dalle chiese o dai cardinali, dalle corti e in ogni caso sempre dalla parte più ricca della popolazione; ma la grandezza di Johann Sebastian Bach fu riconosciuta solo in seguito, come tanti compositori, anche egli per le tante discordie e motivi legati al buon nome dell'artista, egli ebbe la sua considerazione molto tardi, ora Bach porta ancora una buona ispirazione ad i tanti Artisti e Compositori contemporanei, senza considerare l'uso delle sue composizioni come studio per imparare la musica.
Bach morì a Lipsia nel 1750 dopo aver insegnato e diretto il coro alla Thomasschule nel 1723.
articolo pubblicato da:
www.capitanta.it
anno: 2003/4
autore: Marco Esu


Il rapporto fra danza e musica nel flamenco e non solo.


Il rapporto fra danza e musica nel Flamenco è fondamentale, spesso si tende ad osservare la danza in modo disattento e non coerente con ciò che si dovrebbe realmente guardare e infatti, spesso, nel osservare ciò che avviene ad esempio quando una ballerina di flamenco danza sopra una base musicale suonata dal vivo o registrata, ciò che avviene in un istante è la semplice complicità fra musica e movimento.
Per questo motivo ci teniamo a dire che nella danza flamenca esiste una misura musicale chiamata "compas", questa misura è come un giro armonico che si ripete e che detta il tempo da usare per la danza, infatti, osservando i movimenti della ballerina, questi devono essere perfettamente sincronizzati con la musica e con i suoi ritmi, se questa sincronizzazione non avviene, la danza non può avere alcun senso, per tali motivi anche la percussione che la danzatrice effettua con i piedi, essa deve avere un movimento regolare e preciso e il quale deve per forza di cose essere a tempo con la base musicale che si sta danzando.
Questa è una caratteristica che viene messa in luce anche da altre forme di danza e ad esempio nella danza classica, la quale presenta dei movimenti precisi che danno un valore maggiore alla musica che si sta suonando, questi movimenti sono il frutto sia di una passione da parte di chi danza; ma anche da un forte studio dei movimenti che da secoli rendono ancora più piacevole l'arte della musica.
Certo, in questo caso si deve mettere un momento da una parte il semplice ballare liberamente, come avviene spesso in una qualsiasi discoteca, infatti, la danza presa nelle sue forme più classiche, richiede rigore e disciplina, quanto la musica suonata e quando la musica si sposa con la danza, spesso si ha una magia maggiore e una vitalità spesso spettacolare.
Abbiamo avuto tanti esempi e uno di questi è anche la danza di ogni regione d'Italia, infatti se si osserva il vecchio e sempre conosciuto Valzer, il quale presenta un movimento tipico e che si muove fra ritmi in 3/4 e 3/8, i quali danno un movimento che è molto adatto alla danza fra uomo e donna, se invece guardiamo ad esempio il Tango, o i ritmi che spesso ascoltiamo nei gruppi di liscio, allora, vediamo che anche in questo stile ci sono delle coreografie che rendono bella la danza, per quanto sia bella la danza libera, anche quella che presenta una struttura ben precisa e una buona coreografia, spesso rende ancor più piacevole ciò che si osserva dalla parte dello spettatore, senza dimenticare la bellezza della danza come istinto e libera da movimenti reimpostati, la danza che vede una coreografia, rende un lavoro più completo se la si osserva durante una esecuzione musicale nella quale si è lavorato per ottenere il miglior risultato scenografico.
In tante forme di danza si trovano delle strutture ben precise, i movimenti del corpo spesso hanno più di un significato, esso è dettato sia dalla semplice interpretazione dei movimenti musicali e sia dal fatto che spesso incontriamo dei significati ben precisi, che raffigurano la vita, l'eros o anche la sofferenza.
Spesso nei balli popolari si incontrano delle forme di danza in gruppo, nel quale si scambiano i corteggiamenti fra uomo e donna, questo avviene in tante forme e soprattutto nel Tango e nel Flamenco, si nota spesso un calore e un così detto fuoco fra l'uomo e la donna, a differenza di un Valzer, ché rimane più delicato, il Flamenco e il Tango hanno un ritmo più aggressivo e passionale, proprio nella danza viene fuori il carattere del popolo che da sempre porta nella sua cultura questo tipo di danza.
Osservando la danza gitana e intesa quella con l'uomo e la donna che si corteggiano in un ballo, accompagnato spesso dalla musica suonata con la chitarra, questo trio deve rispettare delle misure ritmiche ben precise e indispensabili per avere un risultato buono agli occhi di chi osserva, infatti, come già abbiamo scritto, è fondamentale che ogni suono emesso "ad esempio" dai tacchi dei ballerini e delle ballerine, è fondamentale che segua il ritmo dettato dal musicista, in questo caso, ci sono tante forme di danza gitana, dal Tango, alla Sevillianas, Bulerias e tante altre forme, le quali variano in base alla regione in cui si vive, prendendo in esempio la Spagna, in ogni regione della Spagna i balli sono differenti e sia nel ritmo che nelle figure create da ballerini e ballerine.
Questo avviene anche in Italia e se osserviamo la bellezza delle diversità musicali, sia nelle regioni più a Nord e sia nelle regioni più a Sud, si nota un carattere musicale differente e bello in entrambe le parti, se osserviamo la danza e la musica Napoletana, che presenta una caratteristica molto allegra e vivace e osserviamo ad esempio la musica e danza romagnola, in questo caso si può osservare un netta differenza, se osserviamo la danza Sarda che è ancora differente da queste, possiamo dire che ogni regione ha la sua cultura musicale popolare da non gettare via.
Di Marco Esu